Monti
e parchi naturali in Emilia Romagna,
appennino emiliano e parchi naturali
in Regione Emilia Romagna.
L'Appennino tosco-emiliano è
una porzione della catena degli Appennini e si estende nell'Emilia
meridionale e nella Toscana settentrionale. Assieme all'Appennino
ligure e all'Appennino tosco-romagnolo costituisce l'Appennino
settentrionale.I monti principali che si trovano in questo territorio
sono: Monte Cimone (2165 m), Monte Cusna (2121 m s.l.m.), Alpe
di Succiso (2017 m s.l.m.) Monte Casarola (1978 m s.l.m.) e Corno
alle Scale (1945 m s.l.m.). Interessante per la sua forma è
la Pietra di Bismantova.
Luoghi,escursioni e itinerari
tra i confini appenninici. Partendo dalla Valtiberina,soffermandoci
sulla verde vallata del Casentino e il suo Parco Nazionale delle
Foreste Casentinesi,passando poi per Badia Tedalda e L'Alpe della
Luna, fino ad arrivare alla zona di Sestino dove i due imponenti
massi calcarei del Sasso di Simone e del Simoncello si ergono
a guardia di Toscana,Marche e Romagna.
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Parco dell'appennino tosco-emiliano
Il
Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano è
il più recente tra i parchi nazionali italiani: è
stato infatti istituito con decreto del Presidente della Repubblica
il 21 maggio 2001 e comprende due parchi regionali e quattro
riserve naturali statali.
Attualmente l’Ente Parco è affidato alla direzione
del dott. Aldo Cosentino, Commissario Straordinario e Direttore
Generale per la Protezione della Natura del Ministero dell'Ambiente
e della Tutela del Territorio e rappresentato dalle amministrazioni
provinciali e locali.
Le attività e i servizi sono dunque gestiti dalle stesse
comunità del territorio.
Parco delle foreste casentinesi Emilia Romagna.
Venti
chilometri di crinale appenninico ammantati di fitte foreste
che abbracciano il cuore del parco nazionale più boscato
d'Italia, con 85% di superficie coperta da alberi su oltre 36.000
ettari. Tra le immagini più rappresentative la cascata
dell'Acquacheta, alta settanta metri, colpì già
Dante che la descrisse nel XVI canto dell'Inferno. E ancora
il famosissimo eremo di Camaldoli con relativo monastero, oltre
alla lussureggiante foresta della Lama ed il Santuario della
Verna. E' possibile scoprire le bellezze del parco nazionale
delle Foreste Casentinesi, Falterona e Campigna grazie anche
ad una rete di strutture per la fruizione turistica e l'ospitalità
con pochi confronti tra i parchi italiani a partire dagli undici
centri visita e dai quasi seicento chilometri di sentieri.
Alto appennino modenese Emilia Romagna.
Il parco tutela l'intero crinale appenninico
modenese che culmina nel Monte Cimone (2.165 m), la vetta più
alta dell'Appennino settentrionale. L'ultima glaciazione ha
lasciato circhi glaciali, depositi morenici e laghi, oltre a
numerosi altri elementi morfologici e biologici caratteristici
degli ambienti alpini. Nel settore orientale il lago di Pratignano
è una torbiera, uno tra i biotopi di maggior valore della
regione per rarità e peculiarità. La grande ricchezza
di acque crea numerosi rii e torrenti che formano belle cascate.
Delta del Po in Emilia Romagna.
Il
delta del Po è certamente definibile come l'ambiente
umido più importante d'Italia e tra i più rilevanti
d'Europa. Lo è per i paesaggi unici, per l'estensione
di canneti e valli d'acqua, per l'abbondanza e varietà
della fauna e più in generale per la ricchezza di biodiversità.
Il Parco, istituito nel 1988, protegge splendide zone umide,
gli ultimi lembi di bosco planiziario, canali, scanni e saline,
tutti elementi paesaggistici del delta storico, cioè
di terre da sempre occupate dalla foce fluviale, allineati lungo
la fascia costiera a sud del Po di Goro, confine settentrionale
del parco.
Stirone - Parco in Emilia Romagna.
Il
parco istituito fin dal 1988 si sviluppa per 14 km lungo la
valle dello Stirone, dove dagli anni cinquanta le attività
estrattive legate alla realizzazione dell'Autostrada del Sole
causarono una forte ripresa dei processi erosivi, portando alla
luce strati ricchi di fossili attraverso i quali sono state
ricostruite importanti fasi dell'orogenesi appenninica. Il torrente
Stirone che serpeggia in un paesaggio agricolo, è affluente
di sinistra del Taro, in cui sfocia poco prima che questi confluisca
nel Po, segnando i confini tra le province di Parma e Piacenza.
Il tesoro più grande del parco che affiora tra le rocce
sono i fossili, soprattutto di molluschi e gasteropodi marini,
testimoni di condizioni climatiche e ambientali assai diversi
da quelle attuali.
Corno alle scale, Appennino Bolognese.
Cinquemila
ettari di parco per la cima più alta dell'Appennino bolognese,
un massiccio che sfiora i duemila metri segnato fino alla vetta
dagli strati di arenaria (da cui il nome le "Scale",
appunto) ben evidenti come il profilo di un libro poggiato sopra
la faggeta. Vallate solitarie, piccoli paesi che emergono dal
bosco, santuari e cascate sono disposti a ventaglio ai piedi
della montagna. Confinante con il parco dell'Alto Appennino
Modenese, offre splendidi panorami montani. Le foreste di latifoglie,
soprattutto faggio, interessano buona parte della superficie
e avvolgono il corso solitario di torrenti cristallini. Circhi
glaciali e praterie d'altitudine sono gli habitat di preziosità
botaniche, ultimo avamposto delle Alpi, e pure di una fauna
ricca e interessante.
Abbazia di Monteveglio
Il
parco tutela la porzione più significativa della valle
del Samoggia, dominata dal colle dove sorgono i resti del castello
medievale e l'abbazia di Santa Maria di Monteveglio, con la
millenaria pieve. Il tipico paesaggio collinare è un
mosaico di rilievi boscosi, piccole valli e grigi calanchi,
tra i quali si estendono prati, seminativi e vigneti tra gli
alberi di ciliegio. Lungo le strade e i sentieri, in gran parte
coincidenti con la trama storica e in corso di recupero come
itinerari per i visitatori, spiccano nuclei rurali di antica
origine, in molti casi appartenuti ai conventi locali. Nei diversi
habitat si riscontrano le comunità vegetali e animali
tipiche della collina e soprattutto le aree calanchive custodiscono
formazioni di discreto interesse geologico, mineralogico e naturalistico,
come la testata di valle del rio Ramato, il bacino di Pan Perso,
e quello del rio Paraviere. Le fioriture della flora nemorale,
tra cui bucaneve, erba trinità e dente di cane, ravvivano
i fondovalle alberati più ombrosi e rare orchidee spuntano
nel sottobosco luminoso dei querceti a roverella e nelle praterie.
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Parco
nazionale dell'appennino tosco-emiliano
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Parco
nazionale delle foreste casentinesi |
Parco
regionale dell'alto Appennino modenese |
Parco
regionale del Delta del Po |
Parco
regionale di Stirone |
Parco
regionale di Corno alle Scale |
Parco
regionale dell'Abbazia di Monteveglio |
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