Il turismo e l'arte in Emilia Romagna

Il turismo all'insegna di arte e cultura.

Ogni cittā in regione č realmente ricca di storia, cultura e monumenti. Le opere d'arte da scoprire sono innumerevoli ed uniche, per approfondimenti dulle varie cittā č possibile consultare le relative pagine, visualizzando anche gli alloggi e agriturismi nei quali soggiornare per un turismo culturale. A seguire vongono presentate due cittā per un turismo consapevole, Bologna, Capoluogo di Regione e Modena.

Bologna

Bologna: Le due torri
Le due Torri:
centro storico di Bologna

Il primo approccio alla città parte da Piazza Maggiore, una delle piazze più belle d'Italia, incorniciata da sfarzosi palazzi medioevali. Il posto d'onore spetta alla grandiosa Basilica di San Petronio, che guarda di traverso la bronzea statua (all'epoca scandalosa per la sua nudità) della Fontana del Nettuno, del Giambologna. Un museo emozionante è il Museo Morandi. Da non perdere perché è ospitato dentro il complesso di Palazzo d'Accursio che occupa un lato di Piazza Maggiore. Un'occasione dunque per visitare le sue sale affrescate e le Collezioni d'arte. Il Museo Morandi, contiene la maggior parte delle opere del pittore bolognese Giorgio Morandi (1890-1964) nel suo stile fatto di bottiglie, nature morte, vasi e bicchieri.

Di nuovo all'aperto, si entra nel Palazzo dell'Archiginnasio che occupa il lato opposto della piazza. L'edificio fu costruito nel 1562 come sede universitaria (solo nel 1803 l' Università si spostò all'indirizzo attuale cioè via Zamboni 33). Notevole perché si sviluppa lungo ben 139 metri di portico. Molto bello il cortile interno con il loggiato adornato di stemmi degli studenti più meritevoli. Dentro c'è una Biblioteca dalle proporzioni colossali (750.000 volumi). Ma ancora più emozionante la visita alla Sala Anatomica dove anticamente si svolgevano le lezioni universitarie con la pratica della dissezione dei cadaveri (dal lunedì al sabato h.9.00-13.00, chiuso la domenica).

Intorno all'anno Mille, c'erano oltre 200 torri in città, erette dalle famiglie aristocratiche come segno di ricchezza e di potere. Oggi ne sono rimaste una ventina di cui più rinomate sono due: la Garisenda e la Asinelli in piazza Ravegnana. La seconda è la più alta ( 98 metri ). La leggenda degli Asinelli vuole che un povero, poi diventato ricco, per sposare una nobile fanciulla fosse stato costretto a costruire la torre più alta della città. Oggi si può salire fino in cima: ben 498 scalini, ma un panorama che ripaga della fatica. Dalle Due Torri il passo è breve fino al neoclassico Teatro Comunale, sede di una prestigiosa stagione lirica. Ci si arriva passeggiando, tanto per cambiare, sotto i portici che sono la caratteristica più spettacolare di Bologna: si dipanano per oltre 40 km . I più lunghi del mondo!

Modena

Il Duomo di Modena
Duomo di Modena

La Cattedrale e Torre civica di Modena furono fondate, su un impianto di culto già esistente, nel 1099 su commissione della cittadanza modenese per riaffermare la devozione popolare alla Sacra Chiesa Cattolica Romana dopo un periodo di contrastati rapporti relativi alla vicenda delle investiture fra casata dei Canossa, proprietari di consistenti territori nelle vicinanze della città, schierati col Papa Gregorio VII e l’imperatore Enrico IV, cugino della contessa Matilde. A seguito del famoso episodio dell’umiliazione di Enrico nei confronti del Papa, i territori modenesi consolidarono lo schieramento papale sotto la guida della contessa e vollero, sulle vestigia della Cattedrale realizzata dallo scomunicato vescovo Eriberto, costruirne una più imponente e ispirata ai temi classici del credo romanico apostolico – es. la disubbidienza di Adamo ed Eva e la conseguente punizione -.

I lavori della fabbrica furono ultimati nel 1184. La cattedrale fu dedicata a San Geminiano vescovo di Modena e patrono della città morto nel 349 d.C. Attorno ad essa furono eretti gli altri monumenti simbolo della forte identità municipale, la torre dell’orologio (XIII-XVI sec.), i palazzi comunali e conformata la piazza dalla pura forma di quadrilatero regolare.
All’erezione della cattedrale parteciparono le migliori maestranze del tempo, fu infatti concepita dll’architetto Lanfranco, abbellita dal più importante scultore medievale Wiligelmo cui si devono i cicli di rappresentazioni sulla facciata dedicati alla vicenda di Adamo e dai maestri campionesi autori del ciclo dedicato alla passione di Cristo.

Nel Rinascimento gli interni furono arricchiti dai contributi pittorici di Agostino di Duccio, Cristoforo Lendinara e Dosso Dossi.

La richiesta di inserimento dell’insieme monumentale ed architettonico raccolto attorno alla Piazza, comprensivo della Cattedrale, Piazza Grande, Torre Civica (“Ghirlandina”) e gli edifici che prima dei restauri di fine Ottocento erano direttamente collegati alla Cattedrale, cioè il palazzo vescovile e parte degli edifici canonicali (oggi sede dei Musei del Duomo), fu avanzata nel 1996. Nel febbraio del 1997, l’ICOMOS incaricò un esperto di arte romanica di valutare condizioni e peculiarità del patrimonio. L’integrità sia dell’impianto del complesso che delle decorazioni interne la cattedrale oltre che il buon livello di tutela sull’insieme assicurato dalla collaborazione interistituzionale fra Soprintendenza ai Beni Ambientali e Architettonici, Comune e Curia confermarono le condizioni di futura preservazione del sito.

Durante la 21^ sessione del Comitato Unesco (dicembre 1997), l’insieme monumentale fu accolto all’interno della lista del patrimonio mondiale con la seguente motivazione “la creazione congiunta di Lanfranco e Wiligelmo è un capolavoro della creatività umana per la nuova relazione dialettica realizzata fra architettura e scultura nell’arte romanica. Il complesso monumentale di Modena restituisce l’eccezionale testimonianza della tradizione culturale del XII secolo ed è perfetta ed armoniosa sintesi di architettura civile e religiosa combinate in una città cristiana medievale”.

In particolare, l’insieme è stato ritenuto idoneo in base ai criteri:
  • la cattedrale di Modena con il suo straordinario apparato scultoreo testimonia del genio creatore umano;
  • agli inizi del sec. XII essa è uno dei principali luoghi di elaborazione di un nuovo linguaggio figurativo, destinato ad influenzare tutto il romanico padano, mentre nel contesto europeo la cattedrale modenese costituisce una testimonianza privilegiata nell’ambito del fenomeno della rinascita della scultura monumentale in pietra;
  • la sua costruzione è una delle testimonianze più importanti della società urbana dell’Italia Settentrionale dei secoli XII – XIII;
  • il complesso monumentale offre un esempio di sviluppo urbano strettamente connesso ai valori civici, in particolare attraverso le relazioni tra l’economia, la religione, la vita socio-politica della città che esso mette in luce.