MODENA
La Cattedrale e Torre civica
di Modena furono fondate, su un impianto di culto già
esistente, nel 1099 su commissione della cittadanza modenese per riaffermare
la devozione popolare alla Sacra Chiesa Cattolica Romana dopo un periodo
di contrastati rapporti relativi alla vicenda delle investiture fra
casata dei Canossa, proprietari di consistenti territori nelle vicinanze
della città, schierati col Papa Gregorio VII e l’imperatore
Enrico IV, cugino della contessa Matilde. A seguito del famoso episodio
dell’umiliazione di Enrico nei confronti del Papa, i territori
modenesi consolidarono lo schieramento papale sotto la guida della contessa
e vollero, sulle vestigia della Cattedrale realizzata dallo scomunicato
vescovo Eriberto, costruirne una più imponente e ispirata ai
temi classici del credo romanico apostolico – es. la disubbidienza
di Adamo ed Eva e la conseguente punizione -. I lavori della fabbrica
furono ultimati nel 1184. La cattedrale fu dedicata a San Geminiano
vescovo di Modena e patrono della città morto
nel 349 d.C. Attorno ad essa furono eretti gli altri monumenti simbolo
della forte identità municipale, la torre dell’orologio
(XIII-XVI sec.), i palazzi comunali e conformata la piazza dalla pura
forma di quadrilatero regolare.
All’erezione della cattedrale parteciparono le migliori maestranze
del tempo, fu infatti concepita dll’architetto Lanfranco, abbellita
dal più importante scultore medievale Wiligelmo cui si devono
i cicli di rappresentazioni sulla facciata dedicati alla vicenda di
Adamo e dai maestri campionesi autori del ciclo dedicato alla passione
di Cristo. Nel Rinascimento gli interni furono arricchiti
dai contributi pittorici di Agostino di Duccio, Cristoforo Lendinara
e Dosso Dossi.
La richiesta di inserimento dell’insieme
monumentale ed architettonico raccolto attorno alla Piazza, comprensivo
della Cattedrale, Piazza Grande, Torre
Civica (“Ghirlandina”) e gli edifici che prima
dei restauri di fine Ottocento erano direttamente collegati alla Cattedrale,
cioè il palazzo vescovile e parte degli edifici canonicali (oggi
sede dei Musei del Duomo), fu avanzata nel 1996. Nel
febbraio del 1997, l’ICOMOS incaricò un esperto di arte
romanica di valutare condizioni e peculiarità del patrimonio.
L’integrità sia dell’impianto del complesso che delle
decorazioni interne la cattedrale oltre che il buon livello di tutela
sull’insieme assicurato dalla collaborazione interistituzionale
fra Soprintendenza ai Beni Ambientali e Architettonici, Comune e Curia
confermarono le condizioni di futura preservazione del sito.
Durante la 21^ sessione del Comitato Unesco (dicembre
1997), l’insieme monumentale fu accolto all’interno
della lista del patrimonio mondiale con la seguente
motivazione “la creazione congiunta di Lanfranco e Wiligelmo è
un capolavoro della creatività umana per la nuova relazione dialettica
realizzata fra architettura e scultura nell’arte romanica. Il
complesso monumentale di Modena restituisce l’eccezionale testimonianza
della tradizione culturale del XII secolo ed è perfetta ed armoniosa
sintesi di architettura civile e religiosa combinate in una città
cristiana medievale”.
In particolare, l’insieme
è stato ritenuto idoneo in base ai criteri:
-
la cattedrale di Modena con il suo straordinario
apparato scultoreo testimonia del genio creatore umano;
-
agli inizi del sec. XII essa è uno dei
principali luoghi di elaborazione di un nuovo linguaggio figurativo,
destinato ad influenzare tutto il romanico padano, mentre nel contesto
europeo la cattedrale modenese costituisce una testimonianza privilegiata
nell’ambito del fenomeno della rinascita della scultura monumentale
in pietra;
-
la sua costruzione è una delle testimonianze
più importanti della società urbana dell’Italia
Settentrionale dei secoli XII – XIII;
-
il complesso monumentale offre un esempio di
sviluppo urbano strettamente connesso ai valori civici, in particolare
attraverso le relazioni tra l’economia, la religione, la vita
socio-politica della città che esso mette in luce.
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